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Selene Calloni Williams

SeleneCalloniWilliams

Selene Calloni Williams scrittrice, viaggiatrice e documentarista. E’ autrice di numerosi libri e documentari a tema psicologia ed ecologia profonda, sciamanismo, yoga, filosofia e antropologia.
La sua peculiarità e risorsa è poter spaziare da Oriente ad Occidente. In Oriente, e precisamente in Sri Lanka, Selene studia e pratica, per svariati anni, la meditazione buddhista Theravada.
Tornata in Europa, studia psicologia e ottiene un master in screenwriting presso la Napier University di Edimburgo.

Incontra quindi il celebre psicoanalista James Hillman che la inizia al mondo alchemico della psicologia del profondo e alla visione immaginale.

Selene Calloni Williams è l’iniziatrice del “metodo simbolimmaginale” o “approccio immaginale” e della scuola italo svizzero degli immaginalisti che applica a varie tecniche e discipline nell’ambito delle professioni fondate sulla relazione d’aiuto e nel campo della crescita personale.

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Un ritiro di life coaching, di psicologia del profondo, di sciamanismo e di meditazione con Selene Calloni Williams

L’impossibile è solo la base per creare infinite possibilità!

La ricerca dell’Ikigai è un cammino di crescita psicologica e spirituale di grande portata: mentre lo si compie non si può fare altro che ringraziare continuamente se stessi per averlo intrapreso.

Questo ritiro è un vero e proprio sentiero operativo per trovare lastrada della tua piena realizzazione e percorrerla in modo irremovibile.

La sensazione di stare facendo esattamente ciò che si deve, nel rispetto di una volontà cosmica che ci ha immaginati, sognati, voluti, è meravigliosa!

SCW, una delle più apprezzate life coaching a livello internazionale, ti guiderà in un percorso mozzafiato con tecniche sinergiche attraverso un sincretismo Oriente-Occidente che è l’espressione di una vastissima esperienza nei campi della psicologia del profondo, dello sciamanismo, dello yoga e della meditazione.

La parola giapponese Ikigai può essere tradotta come “ciò per cui vale la pena vivere”. Centrare le tue giornate su ciò che davvero vale la pena per te, proprio per te, di essere vissuto, su ciò che, quando apri gli occhi al mattino, ti dà l’energia e l’entusiasmo per affrontare la tua giornata è la condizione migliore nella quale esistere.

Questo ritiro è una guida pratica, non si avvale di teorie, ma suggerisce esperienze che tu puoi fare in piena autonomia, con molta semplicità. Rimarrai sbalordito da quanto esse potranno essere rivelatrici per te.

Selene Calloni Williams, esperta di psicologia del profondo, sciamanismo elifecoaching, conosciuta nel mondo per la sua energia e la sua chiarezza, ti fornisce un metodo per sviluppare la consapevolezza necessaria a realizzare il tuo Ikigai.

Infatti il vero Ikigai lo conosci realizzandolo, esso non può essere una semplice visione mentale, in quanto è più vasto e profondo e assoluto della mente pensante: lo puoi solo vivere e solo vivendolo lo puoi conoscere. Vivere il proprio Ikigai è una gioia, una continua fonte di soddisfazione, di completamento e di realizzazione.

Sull’isola di Okinawa, in Giappone, dove si possono incontrare le persone più longeve al mondo, il sentimento dell’Ikigai è ritenuto molto importante. Fare ciò che devi, ciò che ti realizza, è certamente un modo per vivere bene e ti può anche aiutare a vivere più a lungo.
Molti psicologi e professionisti della relazione d’aiuto stanno adottando i consigli di Selene Calloni Williams; insegnando ai proprio pazienti gli esercizi e i rituali ispirati all’Ikigai, aiutandoli, in questo modo, a trovare la parte più autentica di sé.

Ciò sostiene le persone nel processo di superamento dei disagi psicologici più comuni, come ansia, stress, tristezza, panico, fobie, insonnia, disturbi alimentari, ma anche le aiuta ad essere più efficaci, concentrate, creative.

Quest’ultimo risultato spiega perché i consigli di Selene Calloni Williams sull’Ikigai sono largamente impiegati da dirigenti, imprenditori, sportivi, artisti, studenti, genitori e da tutti coloro che sono autenticamente impegnati nel raggiungimento di risultati importanti.

Se quest’anno non hai il tempo di partecipare a più di un ritiro sulla crescita personale, questo è decisamente il ritiro al quale devi esserci!

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Il tuo daimon, il tuo spirito guida, il tuo angelo custode

Il termine Ikigai è formato dall’unione di due parole: “iki”, che significa “vita” e “gai”, “ciò che vale la pena”. Ikigai si riferisce a ciò che vale la pena di essere vissuto.
Il termine ikigai può essere ritenuto similare al termine usato dagli antichi greci per definire la felicità: eudaimonia.

Per Socrate la felicità era la piena realizzazione della propria missione, del proprio compito nella vita. Questo compito era appunto visto come un “agathosdaimon”, cioè un “demone buono”.

Secondo James Hillman, padre della psicologia archetipica, si tratta di una specie di angelo custode che ci affianca allo scopo di ricordarci il nostro compito nella vita, compito che si è manifestato ancora prima del nostro concepimento ed è una delle fondamentali ragioni che ci hanno portato in questo mondo, ma che, entrando nell’utero, abbiamo dimenticato e dobbiamo ricordare.

La seconda grande spinta propulsiva del nostro viaggio è passare dalla visione consequenziale a quella ologrammatica. Gli eventi -che sono entità, spiriti, daimones, anime, kami e megami, non accadono gli uni in conseguenza degli altri in un tempo lineare, bensì sono gli uni dentro negli altri e tutti simultanei.

La missione della nostra anima è in ogni più piccolo accadimento della nostra vita.
Dunque la terza grande spinta propulsiva del nostro viaggio sarà portare l’attenzione alle piccole cose, poiché in esse si riflettono le grandi.

I due “flow” dell’Ikigai

L’ikigai riguarda anche la capacità di vivere nel flusso dell’abbondanza. Anche l’eudaimonia, per gli antichi, riguardava, tra i vari aspetti della felicità, l’essere finanziariamente liberi e agiati.

Due sono i flussi dell’ikigai:
Il cosiddetto “flow” dell’attenzione concentrata e del piacere in ciò che si fa perché concerne la nostra principale passione e il “flow”, il flusso, dell’abbondanza, che non riguarda solo il denaro, ma anche la creatività, le relazioni, le amicizie, l’amore.

Fai ciò che devi: i quattro stadi della trasformazione alchemica

Per raggiungere i tuoi obiettivi, devi sciogliere la paura profonda, risolvendo l’inganno che la nutre.
Si tratta di un percorso a tappe d’intensità sempre crescente, che sostiene una trasformazione alchemica definibile in quattro tappe:

1.La condizione di vittima. L’individuo pensa “accade a me”; è in una relazione di vittimismo con gli eventi.

2.La condizione di apprendista. L’individuo ha l’impressione che gli eventi accadano per via della propria capacità di portali in essere. Attribuisce grande importanza al proprio potere di visualizzazione e di volontà. È ancora influenzato dai valori del mondo.

3.La condizione di veicolo. L’individuo ha compreso che gli avvenimenti non sono accadimenti meccanicistici, ma “enti”, “entità”, “spiriti”. Allora si rende disponibile a farsi canale del divenire. Quello che fa la differenza non è più il quoziente d’intelligenza, ma il quoziente di apertura. L’individuo raggiunge gli obiettivi in assenza di sforzo e si tratta sempre di traguardi liberi, non influenzati dall’ipnosi sociale e in armonia con la volontà cosmica. A questo livello l’individuo è ispirato, vede ed è guidato. Egli fa ciò che deve. Ciò che vuole e ciò che deve, infatti, coincidono a questo livello. È nell’eudaimonia. La parola “eudaimonia” significa essere in compagnia di un buon dèmone, un buon spirito guida, per gli antichi eudaimonia era sinonimo di felicità

4.La condizione di non dualità. Questo è lo stato in cui la morte è la vita sono riunificate in un unico, libero atto di consapevolezza che vede la morte e la vita come due dimensioni distinte ma non separate, la paura è vinta, la sofferenza recisa alla radice, libertà e illuminazione sono raggiunte.

Gli avi

Anche gli avi sono immagini utili per disvelare il proprio Ikigai e sciogliere gli ostacoli che ne impediscono la realizzazione.

Come tutti gli aspetti della realtà, anche i nostri antenati sono innanzitutto immagini nella nostra mente. Meditare sulla loro vita, le loro passioni, i loro sogni, le loro doti e gli avvenimenti che essi hanno manifestato è molto importante per comprendere la nostra mente e ascoltare la voce del nostro ikigai che parla anche attraverso queste immagini. Non si tratta di sapere cosa è successo nel passato, ma di conoscere le immagini della nostra mente.

Presso i monaci che vivono nei monasteri Tantrici del monte Koyasan la voce dello spirito dell’ikigai che ci guida è considerata essere la somma di tutte le singole voci dei nostri antenati.

Il Buddhismo esoterico e lo shintoismo giapponese fanno del culto degli avi una pratica centrale. Per i giapponesi il sentimento religioso si esprime in modo molto diretto nei culti degli avi. Ma anche nelle tradizioni spirituali occidentali i culti degli avi hanno sempre avuto una grande importanza. Onorare il padre e la madre, come la tradizione religiosa cristiana suggerisce, andrebbe proprio inteso in un senso lato e profondo secondo cui “padre” e “madre” sono i simboli di tutta la genia paterna e materna e “onorare” significa “ascoltare dentro di sé con amore, benedizione, gratitudine, perdono e fiducia. Il diffondersi del materialismo e del razionalismo, attraverso la rivoluzione scientifica prima e la rivoluzione industriale poi, ha allontanato l’occidente dai culti degli avi.

Questi andrebbero recuperati anche per contrastare le emozioni di ansia, paura e incertezza che dilagano nel mondo moderno.

Il tuo essere multidimensionale, altre immagini per realizzare il tuo Ikigai

Il tempo è simultaneo, non lineare, come lo percepisce la mente. Il bambino, l’adolescente, l’adulto, il vecchio sono possibilità del tuo essere multidimensionale, non effetti del tuo divenire nel tempo: simultaneità significa che tutto accade ora, tutto accade proprio ora. Il bambino, l’adolescente, l’adulto, il vecchio sono quattro immagini che possono intensificare la presenza del tuo ikigai nella tua vita.

Lo Yoga Siamanico del Colofon, il passaggio dalla vita alla morte

Il tuo Ikigai è visibile in tutti i momenti, in tutte le immagini, in ogni evento della tua vita, ma ci sono situazioni nelle quali esso si fa più evidente. I due momenti di massima manifestazione sono: il passaggio dalla vita alla morte e il passaggio dalla morte alla successiva rinascita.

La tradizione dello Yoga Sciamanico del Colofon, che si ispira agli insegnamenti del Bardo Tosgrol, Il Libro Tibetano dei Morti, ci permette di esplorare questi momenti per entrare in contatto profondo con il tuo Ikigai.

Le sette gemme

Per armonizzare la vita con l’Ikigai è indispensabile rivolgere l’attenzione all’interno anziché all’esterno di sé. Quando ciò avviene la percezione del mondo gradualmente si trasforma. E tutto diventa meraviglioso.

Gli eventi non sono più prodotti di cause meccanicistiche, le persone non sono più solo individui assoggettati ai filtri del giudizio mentale (belli, brutti, buoni, cattivi, bravi, incapaci).

Chi vive in armonia con il proprio Ikigai, vive anche il mondo in modo eccezionale, entusiasmante, gioioso, pieno, appagante.
Per aiutarti in questo processo è molto utile ricordare le 7 tipologie di eventi che descrivo qui sotto. Esse sono conosciute come tipologie di avi o di eventi o anche semplicemente “le sette gemme”.

Per esempio, quando un’immagine ti sfida nella vita, o ti porta lontano da casa riconosci la presenza del tuo nobile guerriero o del tuo infaticabile nomade. Si tratta di spiriti guida, daimones, angeli che puoi visualizzare con sembianze maschili o femminili e con tutti i tratti e le caratteristiche che la tua immaginazione ti suggerisce.
È buona cosa cercare di immaginare le 7 gemme nei particolari perché questo aiuta il processo di evocazione.
I nobili guerrieri
Gli infaticabili nomadi
Gli appassionati guardiani della ricchezza
I potenti custodi dell’ideale
I leggeri araldi della parola e della fama
Gli impeccabili ispiratori della conoscenza
I fedeli protettori

Un modo di vita ancestrale

L’Ikigai non è un cammino psicologico, ma un modo di vita ancestrale che non può prescindere da un sentimento mistico capace di considerare il lato invisibile delle cose e degli eventi, l’anima del mondo.

Questo sentimento è fondamentale, del resto, per dedicarsi a qualcosa -il proprio Ikigai- che non può essere pensato, non può essere afferrato sala mente logica, ma può solo essere compreso nella misura in cui viene realizzato, cioè vissuto. Esso è un significato nascosto che illumina di potenza ogni azione, un’aspirazione intima dell’anima che trasporta oltre i limiti ordinari verso la possibilità di compiere qualcosa di rimarchevole capace di lasciare il segno, verso un appagamento non egoista e non limitato alle categorie dell’Io.

L’Ikigai deve essere lasciato accadere. Esso non è qualcosa da realizzare attraverso uno sforzo cosciente, piuttosto un premio che viene a te se sai accoglierlo, liberandoti dai condizionamenti imposti dalla famiglia, dall’educazione, dalla società.
Un modo di vita ancestrale è sempre un modo di vita oltre la gabbia dell’Io perché più ci avviciniamo all’istinto, all’anima primitiva e selvaggia e più ci allontaniamo dall’ipnosi che il senso dell’Io esercita su di noi.

Muovi il corpo, mangia bene

Muovere il corpo è una pratica importante non solo per conservare la salute e mirare alla longevità, ma anche per armonizzarsi con il proprio Ikigai. Fare movimento,  specialmente all’aria aperta, fare passeggiate nella natura è importante per connettersi all’istinto dove risiede Ferno e stabile io ricordo dell’Ikigai. I giapponesi dell’isola di Okinawa detestano l’immobilità, ogni occasione è buona per loro per andare a camminare sulla spiaggia.

Ecco alcune qualità degli ultracentenari okinawensi:
– una alimentazione poco calorica e ricca di antiossidanti
– una propensione a fare movimento
– una percezione molto serena del mondo e della vita e la capacità di fare della solitudine un valore positivo.

Nel nostro seminario porremmo l’attenzione in modo approfondito sulle cosiddette “sequenze fluide”, meravigliose sequenze di posture yoga come vengono eseguite nello Yoga Sciamanico, in sincronia con il controllo del respiro e con l’accompagnamento di un’esperienza visionaria.

Impareremo anche come alimentarci nel modo più corretto e avere un buon rapporto con il cibo. Apprenderemo come dialogare con le nostre emozioni al fine di pacificare quelle cosiddette negative e trasformarle in potenti alleati, sorgenti di positività e ascolteremo il silenzio come luogo dove l’ikigai, il daimon ci parla.

La solitudine come valore positivo
Nella nostra società, specialmente dopo una certa età, la solitudine è vissuta con un sentimento d’angoscia, non è così per gli Okinawensi, i quali sono aiutati a sentire costanti presenze tutt’intorno a sé dallo scintoismo.

Sappiamo che l’antica religione animista del Giappone fa degli elementi della natura, alberi, montagne, laghi, fiumi, animali, degli antenati, delle idee elementi spirituali chiamati Kami e Megami. Sicuramente tuttociò da all’uomo un sentimento di accompagnamento e compartecipazione per il quale nessuno mai può sentirsi davvero solo. La solitudine non significa essere solo per chi è immerso nella presenza dell’invisibile.

Non c’è bisogno di essere o diventare scintoisti per vincere il sentimento dell’essere soli, che può sensibilmente accorciare la vita. Un riavvicinamento alla natura e alle proprie origini può aiutare a percepire la numinosità nella quale siamo immersi.

Dare al materialismo una possibilità di superare se stesso e di sciogliersi in ciò che lo trascende è un atto d’amore. Se ami un albero, una montagna o un avo, non puoi non coglierli nella loro essenza profonda, spirituale e immateriale e sentirli vicini a te costantemente, al di là della loro presenza meramente fisica.

Il sentirsi accompagnati, avvolti, protetti conferisce un carattere positivo che contribuisce alla possibilità di farsi amici anche umani; crea il circuito virtuoso della compartecipazione, che si oppone al circuito visione dell’essere soli.

Sii creativo e cerca di fare ogni giorno qualcosa di insolito e di vivere molte vite in una

Una vita creativa mantiene in connessione con l’Ikigai, la routine, invece, sclerotizza paure e condizionamenti spegnendo la passione.

Accendere la creatività nello Yoga Sciamanico equivale a potenziare il Fuoco del Dumo o Tumo e questo faremo insieme, con grande intensità, nel nostro ritiro.

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