Un incontro straordinario con Rachele Ceyenne Tonelli ci porta nel cuore della trasformazione personale e nel percorso di autoguarigione più autentico
Un Viaggio Universale
Tutti noi, almeno una volta nella vita, ci siamo trovati di fronte a questa domanda: “È davvero questo tutto quello che c’è?” Quel senso di vuoto che arriva nonostante i successi, quella pesantezza mattutina che non ha una spiegazione razionale, quella sensazione di aver perso qualcosa di prezioso che da bambini possedevano naturalmente.
Nel nostro ultimo incontro al Centro Mosaica, abbiamo avuto il privilegio di ospitare Rachele Cen Tonelli, fondatrice dell’Accademia di Autoguarigione secondo l’Antico Sapere Nativo. La sua storia non è solo una testimonianza personale: è lo specchio del viaggio che molti di noi stanno percorrendo, spesso senza saperlo.
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La Connessione Perduta
Rachele racconta di essere nata con una capacità naturale di connettersi con ciò che lei chiama “i mondi sottili”. Da bambina, parlava con il sole, entrava ed usciva dal proprio corpo con la stessa naturalezza con cui respiriamo, viveva in uno stato di fusione continua con tutto il creato.
“Facevo questi gesti con le mani che al tempo erano la cosa più naturale del mondo,” ricorda Rachele. “Mi connettevo al sole e da lì ascoltavo i messaggi. Il sole era il mio preferito, ma anche un albero o un animale. Per me era normalissimo, pensavo che tutti lo facessero.”
Questa connessione naturale, però, si scontrò presto con le dinamiche del mondo esterno. Come bambina, Rachele non sapeva gestire l’intensità di ciò che percepiva: emozioni degli altri, pensieri densi, pulsioni che una bambina di cinque o sei anni non aveva gli strumenti per elaborare.
E così, come meccanismo di difesa, iniziò a chiudere le porte. Una dopo l’altra, fino ad arrivare all’età di nove-dieci anni completamente disconnessa da quelle percezioni che un tempo erano così naturali.
Le Maschere che Indossiamo
Questo processo di “chiusura” che Rachele ha vissuto è qualcosa che, in forme diverse, sperimentiamo tutti. Crescendo, ci confrontiamo con un mondo che percepiamo come conflittuale, sfidante, a volte pericoloso. E per difenderci, mettiamo delle maschere sulla nostra essenza.
“Quante volte nella vita compiamo questo passaggio?” si chiede Rachele. “Quotidianamente viviamo questo confronto con l’esterno, un esterno che ci porta lontano dalla nostra essenza, ci fa mettere delle maschere per difesa. È normalissimo.”
Queste maschere possono prendere molte forme: l’educazione impeccabile che nasconde rabbia repressa, il sorriso di cortesia che copre disagio profondo, la produttività compulsiva che maschera un vuoto di senso. Sono tutte strategie di sopravvivenza che adottiamo inconsapevolmente.
Il punto critico arriva quando queste maschere diventano così pesanti che non riusciamo più a vedere la bellezza della vita. Quando ci svegliamo la mattina e tutto sembra grigio, meccanico, privo di quella magia che da bambini percepivamo naturalmente.
Il Buio Che Precede l’Alba
Per Rachele, il momento più buio arrivò a diciotto anni, con la morte del padre. “Sono arrivata nel mio periodo più buio a desiderare il suicidio,” confida con estrema onestà. “Più quelle porte sulla magia, sulla bellezza, sulle frequenze alte si chiudevano, più io non riconoscevo assolutamente il senso della vita.”
Ma è proprio in quel buio più profondo che qualcosa si è risvegliato. Perché quando sei completamente immerso nell’oscurità, anche la luce più piccola diventa visibile. E quella piccola luce ha innescato un processo di autoguarigione che ha trasformato radicalmente la sua vita.
“È stata proprio attraverso la morte di mio padre che è iniziato il mio processo di autoguarigione,” spiega Rachele. “Quando sono entrata nuovamente a contatto con queste verità, queste profondità della vita, sono tornata a vedere la bellezza della vita.”
La Differenza Cruciale: Dalla Inconsapevolezza alla Consapevolezza
Ma c’è una differenza fondamentale tra la connessione che Rachele viveva da bambina e quella che ha ritrovato da adulta: la consapevolezza.
“Quando ero bambina ero super connessa al mondo dello spirito, ma non ero consapevole,” spiega. “Vivevo quello stato di connessione. Per me tutto era uno, non era una teoria, era la normalità. Quindi ero super connessa, ma non ero consapevole.”
Questo è il cuore del viaggio evolutivo che tutti siamo chiamati a fare: non si tratta semplicemente di tornare allo stato infantile di connessione naturale, ma di attraversare il buio, perdere quella connessione, e poi riconquistarla consapevolmente.
“Solo conoscendo l’opposto di quello stato possiamo prendere consapevolezza di quello stato,” continua Rachele. “E quindi non siamo più agiti dalla luce, ma siamo noi che nel buio scegliamo consapevolmente di accendere la nostra luce.”
Questo è lo step di vera maturità: quando iniziamo ad essere consapevoli delle energie che ci animano e quando iniziamo a creare consapevolmente la nostra vita.
Vivere l’Autoguarigione nel Quotidiano
Ma come si traduce tutto questo nella vita di tutti i giorni? Rachele è molto concreta su questo punto. Sì, vive nella gioia, ma sperimenta ancora rabbia, dolore, tristezza – tutta la gamma delle emozioni umane.
“Ogni mia giornata, dalla mattina alla sera, ho imparato che è la vita che mi presenta quello scenario, quella situazione perfetta,” spiega. “La legge di risonanza è sempre attiva, quindi la vita non sbaglia. In base a ciò di cui ho bisogno mi presenta una situazione esterna, magari anche difficile, quasi sempre perfetta per far emergere da me quella qualità.”
Quando si presenta una situazione che genera rabbia o dolore, Rachele sente ancora quella reazione viscerale. “Se è qualcosa che va a mettere il dito nelle mie ferite più grandi, al momento ci rimango scottata ancora. Sento proprio la carne che vibra di quella paura, di quel dolore, di quella rabbia.”
Ma subito dopo entra in gioco la parte consapevole che osserva: “Non è un caso che questo sia successo. Se oggi sono confrontata con questo tema, con questa situazione che mi genera rabbia, è perché attraverso questa situazione posso portare fuori un potenziale di quella luce.”
La Metafora del Sole
Una delle immagini più potenti che Rachele condivide è quella del sole che brilla sempre, nascosto dalle nuvole.
“Il sole brilla sempre per tutti, ma a volte noi siamo talmente coperti dalle nostre nuvole che non riusciamo più a vederlo,” spiega. “Queste nuvole sono le nostre convinzioni, i nostri conflitti, i nostri traumi, ma anche solo lo stato di confusione nel quale viviamo.”
Guardando la maggior parte dell’umanità oggi, la parola che Rachele userebbe per descrivere lo stato collettivo è proprio “confusione”. Siamo perturbati da una quantità di dolori, conflitti e traumi non risolti. Aggiungiamo a questo i cambiamenti globali sempre più rapidi, i nostri impegni crescenti, le vite sempre più complesse.
“È come se dalla mattina alla sera fossimo sotto questa perturbazione,” osserva. “E che cosa si genera? Non possiamo avere chiarezza di sguardo, non possiamo avere chiarezza di visione, non abbiamo a volte neanche il tempo per vederla questa bellezza, per fermarci a percepire.”
La domanda che ci pone è semplice ma profonda: “Guardate le pareti di casa vostra o passate di lì e neanche ve ne accorgete?”
Il bambino vive in uno stato di attenzione molto più alto dell’adulto. Tutto è una sorpresa, una scoperta. Ma l’adulto, appesantendosi, coprendosi di quelle maschere, di quelle difese, di quei conflitti, si copre di nuvole che gli impediscono di vedere il sole.
“E se ogni tanto non ci occupiamo noi di soffiare e di spazzare via tutta questa densità di nebbia, non vediamo più il sole, smettiamo di vedere la bellezza della vita,” avverte Rachele.
Creare Spazio per la Magia
Quando permettiamo alla vita di risuonare con le nostre frequenze di luce, la magia accade. Ma per questo è necessario creare spazio.
“Mano a mano che noi ci togliamo questi pesi, queste nuvole, questi conflitti, ci alleggeriamo, creiamo spazio nel nostro campo per ricevere abbondanza, magia e bellezza,” spiega Rachele.
Il processo di autoguarigione non è quindi solo un lavoro di “aggiustare” ciò che è rotto, ma anche e soprattutto un lavoro di pulizia, di alleggerimento, di creazione di spazio affinché la nostra luce naturale possa brillare.
Un Messaggio per le Nuove Generazioni
Una parte significativa della conversazione si è concentrata sui giovani e sulle sfide che stanno affrontando in questa epoca di rapida trasformazione tecnologica.
Rachele nota che sempre più bambini nascono con una consapevolezza e una sensibilità che le generazioni precedenti non avevano. “Sempre di più in età giovanissima, parliamo di 4, 5, 6 anni, hanno una consapevolezza della vita che i bambini di una volta non avevano,” osserva. “Incarnano già una saggezza, un sapere, una connessione.”
Ma questi giovani si trovano anche ad affrontare sfide uniche. La velocità del mondo digitale, l’istantaneità del vivere, può portarli lontano dalla presenza. “Dopo un click c’è un altro click, dopo un’attività c’è un’altra attività,” nota Rachele. “In questo sfuggire non c’è un momento di sono seduto, guardo fuori, il tramonto, il passare del tempo.”
Il suo messaggio ai genitori e agli educatori è chiaro: guardare oltre le apparenze, oltre la rabbia, oltre le difese che questi giovani mettono su. “Tutte queste barriere si mettono perché l’esterno viene percepito da loro in modo minaccioso,” spiega. “Loro si sentono molto diversi dalle generazioni che li hanno preceduti e quindi si isolano e si chiudono.”
Dietro quella chiusura, quella rabbia, quella apparente indifferenza, c’è spesso una richiesta di ascolto. “Quella non è indifferenza, non è rabbia contro il mondo, non è odio verso i genitori, ma è una richiesta di ascolto,” sottolinea Rachele. “E solamente se noi ci mettiamo nei loro panni possiamo creare una comunicazione con loro.”
L’Energia Non Mente
Uno degli insegnamenti più pratici che Rachele condivide riguarda l’importanza di guardare oltre le apparenze e sentire l’energia che sta dietro le cose.
“Cercate di sentire qual è l’energia dietro quel sorriso, dietro quella buona maniera, dietro quella garbatezza,” invita. “Perché se fuori c’è questo, ma dentro ci sono i demoni con sette teste, la realtà non è il sorriso, ma sono le sette teste.”
Questo è un esercizio quotidiano che propone: guardarsi allo specchio e riconoscere che la realtà non è quello che vediamo con gli occhi fisici, ma l’energia che sta dietro.
“La faccia può mentire, l’energia no,” afferma con decisione. “Ed è la nostra energia che per risonanza chiama e manifesta una data realtà.”
Questo significa che se vogliamo cambiare la nostra realtà esterna, dobbiamo prima lavorare sulla nostra energia interna. Non possiamo limitarci a cambiare le apparenze, a mettere altre maschere più “positive”. Dobbiamo andare alla radice, pulire il nostro campo energetico, accendere la nostra luce interiore.
Il Viaggio Continua
Al termine dell’incontro, quello che rimane è un senso di possibilità. Non promesse miracolistiche o soluzioni immediate, ma la testimonianza concreta che il viaggio dal dolore alla gioia è possibile, reale, accessibile a tutti.
Come dice Rachele: “Il mio percorso è stato un viaggio individuale come quello di tutti, dal dolore alla gioia. E nella mia esperienza ho vissuto delle situazioni anche molto difficili, delle situazioni di malessere molto complesse dalle quali non riuscivo ad uscire attraverso delle vie di cura tradizionali.”
Ma proprio quelle situazioni difficili, quel buio profondo, sono diventati il terreno fertile per la trasformazione più autentica.
Inizia il Tuo Viaggio di Autoguarigione
Se le parole di Rachele hanno risuonato con qualcosa dentro di te, se senti la chiamata a iniziare o approfondire il tuo viaggio di autoguarigione, il Centro Culturale Mosaica è qui per supportarti.
Offriamo percorsi di crescita personale e benessere olistico che integrano diverse discipline – dal counseling alla naturopatia, dallo yoga alla danza – in un approccio multidisciplinare che onora la complessità dell’essere umano.
Questo è solo l’inizio di una collaborazione tra il Centro Mosaica e Rachele Cen Tonelli. Seguici per scoprire i prossimi eventi, seminari e approfondimenti.
Guarda l’Intervista Completa
Vuoi ascoltare direttamente dalla voce di Rachele tutto il suo viaggio? L’intervista completa è disponibile sul nostro canale YouTube. Clicca qui per guardare il video.
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